Orrico Maurizio

ORRICO Maurizio

Nato a Cosenza nel 1962

Nei primi anni novanta i frequenti viaggi negli Stati Uniti lo portano a realizzare importanti mostre collettive, tra cui la sua prima personale a New York nel 1994, Léo Castelli Gallery. Dopo l'esordio pittorico, si concentra sulla fotografia analogica e digitale e sull'utilizzo di altri mezzi espressivi quali la scultura, installazione e video art. E' tra i membri del PSL (Pluri Sensorial Laboratory) , un laboratorio che si occupa di tecniche relative alla riduzione di anomalie percettive. Questo laboratorio inizia attraverso una ricognizioni sistematica del "concetto sensoriale": un concetto limitativo per i portatori di sensi. Il laboratorio PSL indaga e apre la ricerca verso un lavoro continuo sulle "tecniche di presentazione" , definite come ampliamento del quadro o spettro sensoriale. La rappresentazione e la costruzione della galleria tattile , vuole semplicemente ricordare , anche , il contributo di artisti come Degas, Munch , Monet , Farrel , Meyron e Silvestro lega , a loro modo tutti diversamente abil

-2004, esposizione I LOVE 3T (Talento, Tecnologia, Tolleranza), Futurshow 3004, Milano capitale del futuro, con il vidéo “Tollerare l’uomo”.

-2005, partecipa con Jan Braar Christensen, BoundLess Exhibition, Stenersen Museum Oslo.

Centro d’Arte La Bussola, l’artista presenta un ciclo di 20 opere sul clonaggio animale.

-la mostra personale ZERO5 a Milano incentrata sul tema degli animali. Citando Italo Zannier: "(...)quella degli animali è come l'immagina della guerra, dove il sangue non ha odore né temperatura, e persino il suo colore è diverso , in quanto puro pigmento o pura luce. Maurizio Orrico vuole sbalordire cogliendo in sintesi i tratti fisionomici dell'animale , i loro sguardi interroganti , specialmente buoi, pecore , maiali; animali che Orrico riesce persino ad atrofizzare , e in una certa misura ad umanizzare. Orrico , infine , cerca amorosamente di scoprire forme nuove implicite in quegli animali, servendosi delle possibilità di selezione e quindi di visualizzazione grafica concessa dalla tecnologia digitale e dal computer, in un tentativo ovviamente anche pittoricistico, di esaltazione del colore, e infine di straniamento, ossia di liberazione dalla tradizione oggettiva della fotografia, intesa come fac simile.

-dal 2007 al 2010 compie diversi viaggi in Cina dove in occasione dell'Expo Universel “Better city, better life” di Shanghairealizza una mostra nel Padiglione Italia insieme a Mimmo Paladino  , mentre nel Padiglione sulla sostenibilità " Urban Best Practices Ares" espone la scultura "Equilibrio", un uomo che si sradica da una sfera che rappresenta la madre terra. 

- La partecipazione alla 11° Biennale di Architettura di Venezia “Out There: Architure Beyond Building” con l’opera scultorea “I Viaggiatori”, due uomini alti sei metri che rappresentano uno dei soggetti chiave della sua ricerca artistica. È un viaggiatore molto particolare quello di Orrico, lo dimostrano i suoi piedi sovradimensionati che testimoniano un’esperienza che salta l’ostacolo del tempo e risponde forse ad una abitudine che si è ormai sedimentata a tal punto da aver prodotto una modificazione antropologica. I grandi piedi del viaggiatore ci inducono a pensare che il viaggio non capiti più per caso ma sia ormai diventata una necessità, un’abitudine, o comunque una peculiarità del suo essere individuo nel mondo.

- La partecizione alla 54° Biennale di Arte di Venezia, dove espone un uomo che cerca di riunire i frammenti che provengono dalle parti del suo corpo andate in frantumi. L’interno è cavo, è il vuoto universale e assoluto, il vuoto esistenziale che tutti noi sperimentiamo, quando siamo soli, senza affetti e senza sentimenti.

- Nel 2011 la galleria Marzia Frozen di Berlino ha ospitato una mostra di Orrico, in cui per temi e tecnica sono presenti tutte le tappe del suo percorso artistico, diviso tra pittura, fotografia analogica e digitale, scultura, installazione e video.

- Nel 2012 scolpisce la Cattedra per il Duomo di Cosenza, patrimonio dell’Unesco, un unico blocco di marmo dalle linee minimali rivestite da un morbido panneggio.

- Nel 2013 “Il sentiero evolutivo dell’anima”, scultura che rappresenta delle ali di farfalla è esposta a Milano, curatore Achille Bonito Oliva.

- Nel 2015 il museo “Carlo Bilotti” di Roma ospita la mostra “Light Shapes: between Berlin and Beijing”, curata da Italo Zannier.

-BOCS ART, performance “Ingordigia”, residenze artistiche Cosenza.

-2017, Vittorio Sgarbi, Museo della Memoria della Shoah di Milano, progetto sociale “Casa del clochard”.

 

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